Che cosa mi dice il cervello?

“Acquisti del giorno: schiaccianoci con gattino… e a me nemmeno piacciono le noci! Che cosa mi diceva il cervello in negozio?”

Vi sarà capitato di comprare un prodotto solo perché attratti da quel “non so che” che lo rendeva imperdibile, ma poi interrogarvi sul perché della vostra scelta. Negli ultimi anni i neuroscienziati hanno studiato questo processo cerebrale.

Nasce così il Neuromarketing, che analizza le attivazioni cerebrali e i comportamenti di acquisto. Recenti studi hanno dimostrano che spesso l’acquisto è dettato dalle emozioni. Oggi le tecnologie rendono possibile osservare il comportamento del cervello davanti a uno scaffale e determinare strategie di neuromarketing emozionale in grado di stimolare in positivo o negativo le risposte del consumatore.

Ma attenzione, non è scientificamente corretto affermare che queste tecniche possono governare totalmente il libero arbitrio.

Studi di brain imaging hanno dimostrato l’esistenza di una forte connessione fra emozioni e cognizione, ma è solo a seguito dell’attivazione della corteccia prefrontale che stabiliamo la scelta razionale che ci guida fino alla cassa.

Le emozioni quindi non ci rendono totalmente dipendenti dal prodotto “tanto bello quanto inutile”, ma possono orientare la scelta quando la mente emotiva ha concluso il proprio processo ed entra in gioco il decision making razionale, facendoci perlomeno riflettere su: “Avrò davvero bisogno di uno spremiagrumi a forma di fenicottero?”.

 

Fonti:
Ariely, D., & Berns, G. S. (2010). Neuromarketing: The hope and hype of neuroimaging in business. Nature Reviews Neuroscience, 11(4), 284–292
Gallucci, F., & Garofalo, C. (2018). Using the six principles of neuromarketing to better understand changing markets. Applied Marketing Analytics, 3(4), 339-352.

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