Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio: anche questione di genetica?

Il 10 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, sostenuta dall’International Association for Suicide Prevention (IASP) e dalla World Health Organization (WHO). Queste, negli ultimi anni si sono concentrate sul ruolo dei diversi fattori di rischio che possono condurre a comportamenti suicidari e sui fattori protettivi.

Il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente una sola causa non è sufficiente a spiegarne l’atto. Negli ultimi decenni la definizione dei fattori di rischio per il suicidio ha evidenziato cause biologiche, culturali, psicologiche e contestuali.

Alcuni studi hanno indagato circa una possibile correlazione tra comportamento suicidario e genetica, collegando alcune alterazioni biochimiche allo stato psicologico alterato dei pazienti e all’insorgenza di disturbi psichiatrici. Il contesto culturale e ambientale, non da meno, può contribuire in modo importante.

Ma che peso hanno gli eventi esterni rispetto alla potenza della genetica?

I due elementi sono strettamente correlati: tutto ciò che ci circonda e gli stimoli a cui siamo sottoposti nel corso della vita possono influire sulla nostra genetica. In particolare, il mondo esterno e la genetica comunicano tra loro attraverso modificazioni epigenetiche, ovvero processi biologici che regolano l’espressione dei geni codificati nel nostro DNA. Infatti, nei soggetti che hanno tentato il suicidio sembra esserci una diversa regolazione epigenetica in quei geni coinvolti nei normali processi cognitivi e nelle funzioni cerebrali.

Nell’ultimo decennio ci sono stati progressi significativi nel campo dell’epigenetica del suicidio ed è emerso come il comportamento suicida sia frequentemente preceduto da esperienze fortemente traumatiche, dando luce alla possibilità che queste siano in grado di interagire in modo significativo con i livelli di ansia, stress e depressione.

Scientificamente, l’importanza di questa informazione potrebbe avere anche un valore interventistico: la modificazione epigenetica del DNA è potenzialmente reversibile. Per quanto non si conoscano ancora metodi per prevenire la disregolazione di questo processo su geni specifici, non è da escludere che questo sia possibile in un futuro non tanto remoto.

La Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio ci invita quindi di riflettere sulle cause di questi drammatici eventi, su ciò che non possiamo controllare, sulla fragilità e la preziosità della vita, ma soprattutto sulla nostra responsabilità sociale, rendendoci sempre più consapevoli di poter essere parte del cambiamento.

 

Fonti:

  • http://www.prevenireilsuicidio.it/ (SPS, Servizio Per la Prevenzione del Suicidio)
  • Levey, D.F., Polimanti, R., Cheng, Z. et al. Genetic associations with suicide attempt severity and genetic overlap with major depression. Transl Psychiatry 9, 22 (2019). https://doi.org/10.1038/s41398-018-0340-2
  • Labonte B, Turecki G. The epigenetics of suicide: explaining the biological effects of early life environmental adversity. Arch Suicide Res. 2010;14(4):291-310.

doi: 10.1080/13811118.2010.524025. PMID: 21082447.

  • Serina Cheung, Julia Woo, Miriam S. Maes, Clement C. Zai, Suicide epigenetics, a review of recent progress, Journal of Affective Disorders, 2020; Pages 423-438, Volume 265, https://doi.org/10.1016/j.jad.2020.01.040.

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