Il tempo nello spazio

Il tempo è percepito dal nostro cervello come una linea astratta su cui ci muoviamo camminando: un concetto che deriva da esperienze e percezioni fisiche. È quanto dimostrato da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori Italiani dell’Università di Milano Bicocca e pubblicato sulla rivista Cortex.
Nel semplice esperimento ideato dagli studiosi, 19 volontari sono stati bendati per essere privati di riferimenti visivi e spaziali. In questa situazione dovevano rispondere a parole riferite al futuro come “domani” o “dopo” con un passo in avanti e a parole riferite al passato come “ieri” o “prima” con un passo indietro.
Successivamente è stato chiesto loro di invertire la risposta al comando, facendo un passo indietro se la parola si riferiva al futuro e uno in avanti se si riferiva al passato. La velocità con cui i partecipanti eseguivano il passo e il tempo di reazione al comando sono stati misurati con un particolare sistema per l’analisi del movimento.
In questo modo i ricercatori hanno osservato una differenza nella velocità con cui le persone eseguivano il movimento al comando. Quando i comandi erano invertiti, i volontari avevano un ritardo di circa 200 millisecondi (considerevole per questo genere di test), come se esitassero nel compiere il movimento.
Secondo gli autori, questo dimostra come un dominio astratto come quello del tempo venga tradotto dall’uomo in quello più concreto dello spazio, e come questo avvenga proprio attraverso le azioni del nostro corpo nel mondo fisico.

Fonte:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0010945216300260

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