Leadership generativa

La scienza ha ormai ampiamente dimostrato l’inefficacia di una leadership autoritaria che, come intuito da Daniel Goleman, scrittore, psicologo e giornalista statunitense, potrebbe suscitare malumori all’interno di un team e sortire effetto negativo sulle performance dei componenti di un gruppo lavorativo. Secondo Goleman, la leadership si definisce come “…la capacità di influenzare la gente, e aiutarla a lavorare meglio per raggiungere uno scopo finale in comune”.

Ma ciò che non tutti sanno è che possiamo diventare dei buoni leader semplicemente guardando il nostro comportamento al di fuori del contesto lavorativo. Chi sono i più importanti leader della storia? La mamma, il papà, un figlio che cura l’anziano genitore, l’amica più cara. Loro non allenano una grande squadra di calcio né gestiscono una multinazionale, bensì si occupano di un compito di estrema importanza: prendersi cura degli altri. Tutti ci siamo presi o ci prendiamo cura di qualcuno e tutti nel nostro piccolo siamo dei leader generativi. Un leader generativo è difatti una persona attenta alla crescita e al benessere del suo gruppo ed è in grado di creare un clima di lavoro positivo e creativo. La leadership generativa è “naturale”. Ricerche scientifiche dimostrano che in fase di accudimento si produce più ossitocina – l’ormone che regola i comportamenti sociali, sessuali e materni – e si abbassa il testosterone, aumentando una serie di soft skill come l’ascolto, la comunicazione, l’intelligenza emotiva, la creazione di alleanze, il giudizio, la decisione, la gestione del tempo, la capacità di delega e collaborazione, la creatività, l’apprendimento attivo, la visione e gestione del cambiamento e del network. Tutte competenze che si richiedono a un leader ideale.

Quindi, come si fa a diventare un leader generativo? Innanzitutto, prendiamo spunto dal nostro stesso comportamento nel quotidiano e seguiamo i consigli dei docenti della Complexity Management Summer School di Genova, che hanno individuato sette punti-chiave per cambiare lo stile di leadership, da uno stile autocentrato ad uno stile generativo del contesto all’interno del quale si muovono tutte le persone che fanno parte di un’organizzazione:

  • Lasciare autonomia alle persone, farle sentire capaci. Responsabilizzando e facendo sentire le persone legittimate ad agire, non solo ci si assicura che portino a termine i loro compiti, ma si trasmette anche positività nell’ambiente in cui operano
  • Curare le relazioni e generare nuove interconnessioni tra persone e reparti
  • Alimentare una continua comunicazione con i colleghi
  • Sviluppare una forte consapevolezza delle retroazioni sistemiche delle proprie azioni. Le nostre azioni generano altre azioni
  • Generare attrattori, intesi come insiemi verso il quale evolve un sistema dinamico dopo un tempo sufficientemente lungo
  • Pensare a soluzioni non lineari: è difficilissimo che, in un contesto aziendale, un’azione A generi l’effetto sperato B. È auspicabile, invece, un’analisi accurata del problema, per poi chiedersi quali azioni siano concretamente adatte per la sua soluzione.
  • Non separare azioni operative e azioni orientate alle persone.

Un leader generativo, quindi, non è solo in grado di raggiungere le mete, ma anche di prendersi cura dei suoi collaboratori utilizzando gli ostacoli che si presentano trasformandoli in opportunità per il proprio gruppo.

 

 

Fonte

De Toni, Alberto and Gandolfi, Alberto and Cravera, Alessandro and Simoncini, Dario and De Simone, Marinella and Eletti, Valerio (2014). La leadership generativa in contesti complessi, L’Impresa

LincMagazine

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