L’acqua si può comprimere: novità dalla scienza

Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è” (Buddha)

E se vi dicessero che uno dei dogmi della scienza, una di quelle cose che abbiamo sempre considerato vera, non lo è più?

Un gruppo di scienziati è riuscito a comprimere l’acqua, utilizzando una tecnica che consente di ridurne il volume fino a 20 volte rispetto al suo stato “normale”.

I liquidi, fino ad oggi, erano considerati incomprimibili perché non c’è spazio tra le molecole. Ma il gruppo di Stuart James della Queen’s University di Belfast ha trovato un modo per comprimere l’acqua sfruttando una tecnologia su cui ha lavorato per anni, denominata dei “liquidi porosi”.

Per realizzare il liquido comprimibile, James e il suo team han preso un solido poroso in cui le molecole sono disposte in una configurazione a gabbia, nota come struttura metallo-organica, o MOF e, in questo sistema idrofobico, han posto l’acqua sotto pressione, forzandone le molecole all’interno dei pori vuoti, diminuendone il volume: ad una pressione di 500 bar, ossia 500 volte la pressione atmosferica, il volume dell’acqua è diminuito del 7%!

Questa scoperta, pubblicata su Advanced Material, una delle più prestigiose riviste di innovazione dei materiali, apre la strada ad applicazioni nell’ambito dell’assorbimento degli urti o nell’acustica: la comprimibilità di liquidi, solidi e gas, è, infatti, in grado di variare la velocità con cui il suono li attraversa, e ha la capacità di smorzare l’azione di eventuali forze contrarie.

Ma ovviamente, apre anche ragionamenti filosofici sulla necessità di rivedere dogmi considerati inconfutabili per migliaia di anni. Con lo stupore di mettere, costantemente, in discussione il proprio modo di pensare, per immaginare nuove possibilità.

Approfondiamo la nostra curiosità qui.

07/03/2024

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