Come avere sempre l’idea giusta

Ti sei mai chiesto cosa significa avere l’idea giusta?

Lo racconta in questo articolo Nick Carson, content strategist e copywriter, che ha avuto l’opportunità di intervistare alcuni tra i più premiati protagonisti del mondo del design, della pubblicità e della creatività di oggi.

Un’idea è ciò che cattura l’attenzione e che al tempo stesso diverte, intrattiene”. Parola di Jim Sutherland, pluripremiato e fondatore di Studio Sutherl&, tra le agenzie di design di maggior successo.

Se sei in grado di raccontare la tua idea in poche parole, allora hai tra le mani una soluzione semplice e concreta. Dovresti riuscire a descriverla a qualcuno anche al telefono”.

Le idee hanno un’eco”, spiega Matt Baxter, co-fondatore dello studio di design Baxter & Bailey. “Sono in grado di cambiare il modo in cui le persone pensano, si comportano, agiscono. Le grandi idee trasformano la cultura, influenzano la politica, danno una nuova forma al mondo”.

Susan Hoffman, Chief Creative Officer di Wieden+Kennedy, lancia così la sua provocazione: “Se non hai una buona idea da cui partire, allora non sarà mai una buona idea”. Continua: “Il punto è: ti coinvolge a livello emotivo?  Tutto ciò che è intrattenimento, un lungo testo, una canzone possono emozionare. Molte cose possono farlo. La vera sfida è trovare ciò che è davvero rilevante, ciò che rappresenta l’essenza di ciò che si comunica”.

 

Dove trovare l’idea giusta

Trovare una killer idea, non è un’impresa da poco. Ciò che è certo è che alla base di una buona intuizione, c’è la capacità di riconoscerla e darle il giusto spazio.

Le idee vincenti, si distinguono. Non bisogna mai smettere di informarsi, confrontarsi ed esprimersi. È importante lavorare e divertirsi al tempo stesso” spiega Sutherland.

Le idee brillanti sono tenaci”, concorda Baxter. “Quando scovi una buona idea, nascosta tra gli scarabocchi della tua agenda, inizi a sentire una sorta di entusiasmo. Forse indirizzerai il tuo percorso creativo verso altre soluzioni, ma è quasi certo che, alla fine, tornerai – o lei tornerà da te – a quella buona idea che hai avuto all’inizio”.

 

L’ispirazione fuori dall’ufficio

La giusta ispirazione può arrivare in ogni momento. Più spesso avviene quando siamo rilassati, senza pressioni. “Bere un tè, per esempio, è una buona soluzione. La mente è come un computer: anche quando smetti di programmarla, lei continua a lavorare”, spiega Rosie Arnold.

È fondamentale avere del tempo da sfruttare per trarre nuova ispirazione e alimentare la mente”, concorda Sutherland. “Nuove immagini, nuove parole, nuove riflessioni sono spesso il motore dei progetti più interessanti”.

 

Collaborare

Collaborare e confrontarsi è una parte fondamentale del processo creativo. Secondo Arnold, tuttavia, le migliori idee hanno bisogno di una figura di riferimento, di una singola visione creativa. “Lavorare in team può rendere il lavoro meraviglioso – avere il giusto art director o illustratore per esempio – ma è necessario che le idee siano guidate da un singolo”, precisa.

Hoffman non concorda e propone una nuova visione del processo creativo. “Non penso funzioni più come un tempo in cui l’idea era un’esclusiva del copywriter e dell’art director. Oggi può essere frutto del pensiero di molti. Ciò che conta è selezionare le giuste persone”.

 

Come raccontare l’idea

Una volta trovata l’idea semplice, flessibile e dal grande potenziale, presentarla al cliente dovrebbe essere, per lo meno in teoria, la parte più semplice.

“Le più grandi idee si vendono da sole”, ne è convinto Sutherland. “Non penso di venderla, la metto alla prova e racconto perché secondo me e il team è il giusto approccio. È importante rendere il cliente parte del viaggio creativo e di pensiero”.

Secondo Arnold: “Quando hai tra le mani una grande idea, lo sai. I miei migliori lavori sono stati quelli in cui ho visto un’opportunità che non era stata prevista, su cui ho provato a fare qualcosa di diverso. Se si tratta di qualcosa su cui non ti sei ancora sfidato, sei più libero di sperimentare”.

 

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