La salute a portata di polso

È ormai noto che i device elettronici siano diventati oggetti fondamentali nella vita di tutti. Questi dispositivi, spesso di dimensioni estremamente ridotte, racchiudono al loro interno tutto ciò che può servire nella quotidianità e, nel corso degli anni, sono stati ottimizzati sempre più con funzionalità e accessori per ogni esigenza. Tra questi, a farla da padrone, troviamo gli smartwatch, utilizzati sia dai più sportivi per monitorare l’attività fisica, sia dai più pigri, stanchi di cercare il telefono per rispondere a chiamate o messaggi.

E se vi dicessimo che questi dispositivi potrebbero anche diagnosticare patologie prima ancora che si manifestino i sintomi?

A dimostrarlo è uno studio condotto dell’Università di Cardiff e pubblicato su Nature Medicine, in cui si è osservato come la registrazione dei movimenti, effettuata tramite uno smartwatch, possa essere utile per diagnosticare la malattia di Parkinson.

L’idea del team di ricerca è nata dal fatto che il Morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa che causa il progressivo deterioramento delle capacità motorie, potrebbe essere diagnosticato attraverso uno screening precoce della malattia effettuato tramite i dati raccolti dall’accelerometro di uno smartwatch.

Lo studio è stato condotto su 103.712 persone che hanno indossato il dispositivo per 7 giorni consecutivi. I dati raccolti sono stati confrontati con quelli di pazienti con diagnosi di Parkinson già confermata.

I risultati sono stati sbalorditivi. I dispositivi, infatti, non solo sono stati in grado di rilevare alterazioni di movimento in pazienti con diagnosi accertata ma, addirittura, hanno permesso di prevedere con diversi anni di anticipo quali pazienti avrebbero sviluppato la malattia di Parkinson.

Per applicare questi risultati alla pratica clinica occorreranno ovviamente ulteriori indagini e dimostrazioni, ma lo studio pubblicato su Nature Medicine rappresenta sicuramente un enorme passo avanti nella gestione di questa condizione e di molte altre patologie neurodegenerative e motorie, in cui una diagnosi tempestiva e precoce potrebbe davvero fare la differenza da un punto di vista terapeutico, apportando numerosi benefici in termini di qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver.

Fonti

  • Schalkamp AK et al. Nat Med. 2023; 29 (8): 2048-2056.

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23/01/2024

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